Federica Molly
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Federica Molly

16 Dicembre 2025


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Co-sleeping: sì o no? La parola agli esperti

Co-sleeping

Dormire insieme ai propri bambini è una scelta controversa: da un lato rassicura e crea un legame profondo, dall’altro solleva dubbi su sicurezza e qualità del sonno.

Il co-sleeping, ovvero la condivisione del letto o della stanza tra genitori e figli, è una pratica diffusa in molte culture, ma ancora controversa in ambito medico e pedagogico.

In questo articolo ne indaghiamo pro e contro, con il supporto delle opinioni degli esperti del sonno e qualche consiglio pratico per renderlo un’esperienza positiva per tutta la famiglia.

Cos’è il co-sleeping? Facciamo chiarezza

Con “co-sleeping” si intende qualsiasi modalità di condivisione del sonno tra genitori e figli. Può assumere diverse forme:

  • Bed-sharing: il bambino dorme nel letto con i genitori.
  • Room-sharing: il bambino dorme nella stessa stanza, ma in un lettino separato.
  • Side-car: una culla aperta affiancata al letto matrimoniale.

Non tutte le forme di co-sleeping comportano gli stessi rischi o vantaggi: la differenza principale sta nel tipo di contatto fisico e nella qualità dello spazio condiviso.

Approfondiamo meglio il discorso insieme agli esperti.

Co-sleeping: i benefici secondo gli esperti del sonno

Molti professionisti dell’area infantile riconoscono molteplici benefici del co-sleeping, soprattutto quando è praticato in modo consapevole e sicuro.
Tra i principali vantaggi:

  • Favorisce l’allattamento al seno
    Il contatto notturno con la madre stimola la produzione di latte e rende più semplice l’allattamento a richiesta. Riduce anche i risvegli stressanti per entrambi, permettendo alla mamma una gestione più comoda e veloce.
  • Rassicura il bambino
    Dormire vicino ai genitori trasmette al bambino una sensazione di protezione e sicurezza. Questo può ridurre pianti notturni e favorire l’addormentamento.
  • Rinforza il legame genitore-figlio
    Il tempo notturno condiviso può essere una preziosa occasione di vicinanza e connessione emotiva, soprattutto per genitori che lavorano tutto il giorno.
  • Aiuta a regolare efficacemente il ritmo sonno – veglia nei primi mesi
    Durante alcune fasi dello sviluppo del bambino, in particolare nei primi mesi di vita, la vicinanza ai genitori aiuta il bambino a regolare il ritmo sonno-veglia, grazie alla percezione del respiro e del calore del corpo del genitore.

I punti a sfavore del co-sleeping e quando è meglio evitarlo

Accanto ai punti a favore, gli esperti mettono in evidenza alcuni potenziali rischi, soprattutto se il co-sleeping non è praticato in modo sicuro:

  • Rischi per la sicurezza
    Il bed-sharing è associato a un aumento del rischio di soffocamento, schiacciamento o SIDS (Sindrome della morte improvvisa del lattante), soprattutto nei primi sei mesi di vita

Questi  pericoli aumentano sensibilmente se:

  • Il materasso è troppo morbido.
  • Il bambino dorme tra due adulti.
  • I genitori fumano/assumono alcolici/farmaci sedativi.
  • Ci sono coperte ingombranti o cuscini voluminosi nel letto.
  • Qualità del sonno alterata
    Dormire insieme può disturbare il sonno di adulti e bambini, rendendo più difficile il riposo profondo, soprattutto in caso di movimenti frequenti o spazi ristretti.

Cosa consigliano i professionisti del sonno?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda il room-sharing almeno per i primi sei mesi di vita del bambino, come forma più sicura di co-sleeping. Il bed-sharing, invece, dovrebbe essere evitato, soprattutto se in presenza di fattori di rischio.

Molti pediatri e specialisti del sonno suggeriscono un approccio flessibile, che tenga conto del contesto familiare, delle esigenze del bambino e delle abitudini dei genitori. L’importante è che il sonno sia sicuro, sereno e rispettoso delle necessità di ciascun membro della famiglia.

Come dormire con i figli in sicurezza: tutto quello che devi sapere

Se si sceglie di condividere il sonno con i propri figli, è fondamentale conoscere le indicazioni per farlo in modo sicuro:

  • Usare un materasso rigido e ampio, privo di cuscini voluminosi e coperte pesanti.
  • Mai dormire con il bambino sul divano o su superfici non protette.
  • Tenere il bambino sul lato esterno del letto, con una barriera protettiva o in una culla side-car.
  • Evitare il bed-sharing in caso di fumo, alcol, farmaci sedativi.

Mollyflex e il sonno in famiglia: riposo ottimale, per tutti

Che in famiglia si scelga co-sleeping o si prediligano sonni separati, ciò che conta è che il riposo sia sicuro e di qualità.

L’esperienza Mollyflex nello sviluppo di materassi ergonomici e certificati aiuta i genitori a creare un ambiente confortevole e protetto, adatto a ogni stile di sonno.

Non esiste una soluzione di riposo ottimale valida in modo universale: ogni famiglia deve trovare il proprio equilibrio, ascoltando le proprie esigenze e quelle del bambino.

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